Uomini e fucili

titolo: Uomini e fucili
collana i quaderni di Cico
autore Ghassan Kanafani (traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono*) ISBN 978-88-97424-26-0 © 2011 – € 10,00 – pp. 125 –
in copertina, illustrazione originale di Ilaria Grimaldi www.ilariagrimaldi.it)

Ghassan Kanafani ha descritto questa opera, pubblicata per la prima volta nel 1968, come una raccolta di racconti brevi.
In realtà, il libro si compone di due parti nettamente distinte e completamente diverse l’una dall’altra. Mentre la seconda sezione è una vera e propria silloge di racconti brevi, la prima parte è un qualcosa di più. Si tratta di una serie di storie, ciascuna indipendente e compiuta in sé, che costituiscono nel complesso, per coesione tematica e compositiva, una sorta di breve romanzo.

dalla Nota introduttiva di Federica Pistono

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I racconti della prima parte sono caratterizzati dalla presenza degli stessi protagonisti che, come in un gioco di scatole cinesi, costruiscono una vicenda dal respiro più ampio di quello di un racconto breve.
Anche i luoghi dell’azione sono sempre gli stessi. Ci troviamo in Palestina, precisamente in Galilea, nel 1948: il Mandato britannico volge al termine, siamo ormai alla vigilia della proclamazione dello Stato di Israele. Il popolo palestinese lotta per la sopravvivenza, per evitare quella che ben presto sarà la Nakbah, la catastrofe, la perdita della patria, della terra, la diaspora e l’esilio.
Alla resistenza partecipa anche una famiglia di Majd al-Krum, piccolo borgo della Galilea. Protagonista assoluto è il diciassettenne Mansur, detto il Piccolo, in quanto figlio minore: è lui che prende in prestito dallo zio Abu al-Hasan il Martina, un vecchio fucile turco, per partecipare alla resistenza a Safad, città in cui affronta un’esperienza di guerra e di morte che marca il suo passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, segnandolo per sempre.

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Oltre a ciò, vere protagoniste della storia, o meglio, delle storie, sono le armi: fucili, pistole, mitragliatrici, cannoni, mortai, in mano a Palestinesi, Ebrei o Inglesi: oggetto di desiderio, di rapina, posta in gioco di imprese folli dirette a conquistarle o a difenderle. Senza le armi, infatti, è impensabile la guerra stessa.
L’arma, specialmente il fucile o la mitragliatrice, rappresenta, per il Fida’y, il combattente palestinese, il simbolo dell’età adulta, ma soprattutto l’unico mezzo per partecipare alla lotta.

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Tutta la prima parte del libro può dunque considerarsi una “canzone di guerra”, cantata prevalentemente dalle armi da fuoco.

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La seconda sezione del testo è, effettivamente, una raccolta di racconti brevi: Kanafani abbandona i personaggi della prima parte per condurci in un mondo che, pur essendo sempre la Palestina del tempo della Nakbah, non è necessariamente un teatro di guerra.
Nel racconto
La banconota, assistiamo alle tribolazioni di un ragazzino, figlio di una famiglia numerosa e incattivita dalla fame, per la conquista del pane quotidiano.
Nel racconto
La chiave, tutta la vicenda ruota intorno a un’antica e misteriosa chiave a forma di scure, simbolo della casa, della famiglia e della continuità tra le generazioni.
Nel racconto
Salman, il protagonista affronta la tragedia della distruzione del proprio villaggio ad opera dei soldati israeliani rivivendo, al tempo stesso, un angoscioso episodio della propria vita militare che lo ha segnato per sempre, fino alla confusione di passato e presente, realtà e immaginazione.
Nel racconto
Hamid, il protagonista, oppresso fin dall’infanzia dai pettegolezzi sulla propria sorella fuggita di casa, sceglie la sordità, esponendosi direttamente alla detonazione di un cannone a distanza ravvicinata, per ottenere un isolamento silenzioso dove dimenticare la meschinità del mondo.
Le problematiche di questa seconda parte comprendono, dunque, non solo i temi della guerra e della difesa della patria, ma anche quelli della povertà, della lotta per la sopravvivenza, della solidarietà familiare, dell’alienazione mentale di fronte a un’esperienza inaccettabile, del rifugio in un mondo di silenzio per sfuggire a voci che è diventato impossibile ascoltare.

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Fonte e approfondimenti: http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_UOMINI_E_FUCILI.htm