Cronologia

1517-1917 la regione palestinese  è  parte dell’impero ottomano, suddivisa nei vilayet di Siria, di Beirut e nel Sangiaccato autonomo di Gerusalemme.

1896-1897 Nascita del sionismo: Theodor Herztl pubblica il libro “Lo stato degli Ebrei”, in cui propone di risolvere la questione ebraica con la creazione di uno Stato ebraico in Palestina; primo congresso sionista a Basilea.

1917 Dichiarazione Balfour: il ministro degli esteri informa lord Rotschild, dell’esecutivo sionista inglese, che il governo inglese è favorevole alla costituzione di un “focolare nazionale” per il popolo ebraico in Palestina.

1918 La Palestina è occupata interamente dalle truppe britanniche.

1920 il protocollo di Sanremo dà all’Inghilterra l’amministrazione fiduciaria della Palestina, il cui territorio viene delimitato ad hoc. Proteste palestinesi.

1921 Nasce il Congresso palestinese che chiede la creazione di una Palestina indipendente. Gli Inglesi distaccano Transgiordania e Palestina.

1922 La Società delle Nazioni affida alla Gran Bretagna il mandato sulla Palestina (24 luglio).

1933 L’attivazione del programma antisemita dei nazisti in Germania provoca un’emigrazione massiccia degli ebrei in Palestina.

1936 Ha inizio la cosiddetta “rivolta araba” dei Palestinesi: formazione dì un Alto Comitato Arabo contro le rivendicazioni sioniste gli insediamenti ebraici; viene proclamato uno sciopero generale in aprile che si concluderà ai primi di ottobre; solidarietà politica dai paesi arabi.

1937 L’Alto Comitato Arabo viene messo fuorilegge dalla Gran Bretagna.

1939 La grande rivolta dei Palestinesi viene fermata militarmente dagli Inglesi.

1942 Programma di Biltimore dell’organizzazione sionista americana (11 maggio): prevede la creazione di uno stato ebraico su tutta la Palestina, con un esercito ebraico e un’immigrazione illimitata di ebrei; a Gerusalemme, un comitato ristretto dell’organizzazione sionista mondiale adotta il programma (10 novembre).

1945-1946 Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la lega Araba costituisce un Alto Esecutivo Arabo per coordinare le iniziative contro il progetto sionista di costruire in Palestina uno Stato ebraico. Aumentano gli atti terroristici dell’esercito ebraico clandestino, dell’Haganah e dell’Irgun contro la popolazione araba e gli inglesi.

1947 L’Inghilterra porta la questione palestinese all’Onu (febbraio); l’Unscop propone la spartizione (agosto); l’Inghilterra rinuncia al mandato (settembre) e annuncia il ritiro dalla Palestina; l’Assemblea dell’Onu approva la spartizione con la risoluzione 181, che divide il territorio della Palestina m uno Stato ebraico (56,47%), uno Stato arabo (42,88%), e una zona internazionale a Gerusalemme (0 ,65%). Urss, Usa e sionisti favorevoli alla spartizione proposta, contrari Palestinesi e Lega Araba.

Scoppia la guerra civile tra popolazione sionista e palestinese (novembre 1947 – maggio 1948)

 

1948 Proclamazione dello Stato di Israele (14 maggio); truppe di Siria,  Transgiordania,  Iraq,  Egitto e Libano entrano nel territorio assegnato allo stato arabo e attaccano gli Israeliani. L’Onu impone la tregua (11 giugno e 18 luglio) e il suo mediatore Bernadotte propone di rinegoziare il piano di spartizione, assegnando Gerusalemme ai Palestinesi. Assassinio del mediatore dell’Onu (settembre) da parte di estremisti sionisti.

L’Assemblea Generale dell’Onu delibera l’internazionalizzazione di Gerusalemme e adotta la risoluzione 194 che proclama il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare nelle loro case (dicembre).

 

1949 Armistizi tra Israele e gli stati confinanti arabi ratificano sul territorio la vittoria militare israeliana; la “Linea verde” segna il confine armistiziale tra lo stato di Israele e i Territori palestinesi : la Striscia di Gaza occupata dall’Egitto e la Cisgiordania (con Gerusalemme Est) occupata dalla Giordania.

 

1950 In Israele la Legge sulla Proprietà degli Assenti autorizza l’esproprio dei beni dei profughi palestinesi, la Legge sul Ritorno concede ad ogni Ebreo il diritto alla cittadinanza israeliana; espulsione dei Palestinesi di Majdal, con l’operazione “Tappeto volante” 50.000 ebrei yemeniti immigrano in Israele. L’Egitto mantiene il controllo militare della Striscia di Gaza, mentre il regno di Giordania annette formalmente la Cisgiordania.

1955 Attacco israeliano su Gaza (28 febbraio).

1959 Yasser Arafat e altri nazionalisti palestinesi fondano Fatah.

1964 La Lega Araba favorisce la nascita a Gerusalemme dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), sotto la presidenza del notabile Ahmed al-Shuqeiri, legato all’Egitto e all’Arabia Saudita.

1965 Prima operazione dei guerriglieri di Fatah in territorio israeliano.

1967 Il marxista George Habbash fonda il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Terza guerra arabo-israeliana “dei Sei Giorni” (5-10 giugno): dopo attacco a sorpresa a Egitto, Giordania e Siria, Israele occupa Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est, Sinai egiziano e Alture del Golan siriane.

L’Onu adotta la risoluzione 242 che prevede l’evacuazione dei territori occupati da parte d’Israele in cambio del riconoscimento del diritto di tutti gli Stati alla pace (22 novembre).

1969 Yasser Arafat leader di Fatah è eletto presidente dell’Olp.

1970 Scontri tra palestinesi e l’esercito regolare giordano; dura repressione della resistenza palestinese in Giordania (“settembre nero”).

1971 Liquidazione della presenza militare palestinese in Giordania; il Libano diventa la più importante base dell’Olp e della guerriglia palestinese.

1972 Assassinio di atleti israeliani ai giochi olimpici di Monaco da parte di un commando dell’organizzazione palestinese Settembre Nero (settembre).

1974 la Lega araba riconosce l’Olp unico rappresentante legittimo del popolo palestinese. Arafat parla all’assernblea Generale dell’Onu (13 novembre), che poi riconosce il diritto dei Palestinesi all’indipendenza e all’autodeterminazione.

1975-1976  La resistenza palestinese viene coinvolta nella guerra civile in Libano: primi scontri sanguinosi tra i palestinesi e le falangi del partito cristiano dì estrema destra (aprile).

1977 La destra israeliana per la prima volta le elezioni, Menahem Begin diventa primo ministro e intensifica la costruzione di insediamenti nei Territori palestinesi occupati.

1980 Dichiarazione di Venezia della Comunità Economica Europea sulla soluzione del conflitto arabo-israeliano. Israele dichiara unilateralmente l’annessione di Gerusalemme.

1981 Begin accentua le politiche dì repressione e insediamento nei Territori. Guerriglia israelo-palestinese alla frontiera libanese, seguita da un cessate il fuoco.

1982 Rivolte palestinesi nei Territori occupati (marzo-aprile). Invasione israeliana del Libano con l’obbiettivo dichiarato di distruggere l’Olp.

1983 Scissione in seno all’Olp, incoraggiata dalla Siria; Arafat viene espulso dalla Siria (giugno) e s’installa a Tripoli del Libano (agosto-settembre); combattimenti a Tripoli tra palestinesi filosiriani e fedeli ad Arafat; evacuati dal Libano (dicembre) il vertice Olp si insedia a Tunisi.

1986 Rottura tra Giordania e Olp; re Hussein chiude gli uffici dell’Olp ad Amman.

1987 La sollevazione (Intifada) palestinese inizia a Gaza per poi estendersi alla Cisgiordania (dicembre).

1988 Il Consiglio nazionale palestinese proclama l’indipendenza dello stato di Palestina; all’Assemblea Generale dell’Onu, Arafat condanna il terrorismo otto tutte le sue forme, riconosce lo stato di Israele e le risoluzioni 242 e 338. Gli Usa cominciano un dialogo con l’Olp.

1990 Gli Stati Uniti sospendono il dialogo con l’Olp (giugno). 21 Palestinesi vengono uccisi sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme (ottobre).

1991 Guerra del Golfo: L’Olp non aderisce alla coalizione contro l’Iraq; 300,000 lavoratori palestinesi vengono espulsi dal Kuwait e viene meno il sostegno economico dei paesi del Golfo.

1993 I negoziati avviati a Madrid sono in stallo, ma gli incontri segreti israelo-palestinesi a Oslo in Norvegia (gennaio), portano Israele e Olp al mutuo riconoscimento (9-10 settembre) e alla firma a Washington della Dichiarazione dei Principi (13 settembre) su un periodo di transizione di cinque anni di autogoverno palestinese a Gaza ed in Cisgiordania, propedeutico ad un accordo finale di pace da concludere entro il 1998.

1994 Un colono ebreo uccide 29 palestinesi alla Grotta dei Patriarchi ad Hebron (25 febbraio) Si scatena un’ondata di violenze nei Territori palestinesi (febbraio-marzo). Serie di attentati di Hamas contro gli israeliani(aprile).

Arafat e Rabin, primo ministro israeliano, ratificano al Cairo le modalità di applicazione della Dichiarazione dei Principi, nota come Oslo I(4 maggio), che prevede il ritiro israeliano da Gaza (ad esclusione degli insediamenti ebrei) e da Gerico nella Cisgiordania (13-18 maggio).

L’amministrazione autonoma palestinese s’insedia a Gaza e a Gerico (giugno). Arafat ritorna in Palestina(luglio), Arafat, Peres e Rabin ricevono il premio Nobel per la pace(dicembre).

 

1995 Attentato suicida a Netanya del gruppo islamista palestinese Jihad, contrario al processo di pace (22 gennaio);

Accordi di Oslo II: Arafat e Rabin firmano gli accordi relativi all’estensione dell’autonomia alla Cisgiordania, che viene divisa in tre zone A,B e C (settembre). Rabin viene assassinato da un fondamentalista ebreo (4 novembre). Lo sostituisce Shimon Peres.

1996 Prime elezioni dalla creazione dell’Autorità Palestinese: Arafat è eletto presidente e Fatah vince le elezioni legislative(gennaio).

Ondata di attentati sanguinosi in Israele ad opera di Hamas (febbraio-marzo). In Israele, vince la colazione di destra ed estrema destra guidata da Netanyahu, che diventa primo ministro (29 maggio);

L’apertura a Gerusalemme di un tunnel che passa sotto al Spianata delle moschee provoca violenti scontri con morti(settembre).

1997 Accordo tra Netanyahu e Arafat sul ritiro dell’esercito israeliano dall’80% di Hebron (gennaio), che avviene qualche giorno dopo.

1998 Arafat forma un nuovo governo (agosto).

Accordo Wye River (21 ottobre): Israele si impegna a ritirarsi da un 13% aggiuntivo in Cisgiordania.

 

1999 Fine del periodo provvisorio d’autonomia palestinese previsto dalla Dichiarazione dei Principi del 1993. Il presidente Clinton si impegna affinché i negoziati sullo statuto finale della Cisgiordania e della Striscia di Gaza si concludano nell’arco di un anno; il Consiglio Centrale dell’Olp rinvia perciò la proclamazione dello Stato di Palestina (maggio).

Nelle elezioni israeliane la coalizione di destra perde e il laburista Ehud Barak ottiene una larga maggioranza in parlamento (maggio);

Accordi di Sharm al-Sheikh tra Arafat e Barak per l’applicazione dell’accordo di Wye River (4 settembre) sul ritiro dalla Cisgiordania.

 

2000 Vertice israelo-palestinese a Camp David (Maryland) (11-25 Luglio): mancato accordo sulla proposta di Barak per lo status finale, il disaccordo  verte specialmente su Gerusalemme e sul diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi.

Ariel Sharon, leader del partito di destra Likud, si reca alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme (28 settembre), provocando violenti scontri che si estendono rapidamente in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Ha inizio l’intifada al-Aqsa che porterà subito a numerosi morti, soprattutto palestinesi.

2001 A Taba falliscono ulteriori negoziati Arafat-Barak sullo status finale (gennaio). Ariel Sharon è eletto primo ministro di Israele (febbraio).

Si intensificano le incursioni militari israeliane contro i militanti palestinesi nei territori dell’amministrati dall’Anp; si moltiplicano gli attentati suicidi palestinesi in territorio israeliano.

 

2002 Israele confina Arafat a Ramallah (gennaio-aprile); La Lega Araba adotta il Piano di Pace saudita (marzo) per la ripresa del processo di pace: ritiro di Israele entro i confini del giugno 1967, creazione di uno stato palestinese nella Cisgiordania e Gaza; giusta risoluzione al problema dei rifugiati; riconoscimento di Israele da parte di tutti i paesi arabi.

L’esercito israeliano rioccupa la Cisgiordania, entrando a Betlemme, Jenin e Nablus (aprile). Inizia la costruzione del muro di sicurezza nella parte nord della Cisgiordania voluto da Israele (giugno);

Continuano gli attacchi da parte dei militanti palestinesi e le incursioni israeliane.

 

2003 Elezioni israeliane: il Likud conquista la maggioranza alla Knesset (gennaio). Israele continua a rifiutare di trattare direttamente con Yasser Arafat (marzo); nuovo governo presieduto da Mahmud Abbas (Abu Mazen) e approvato dal Consiglio legislativo Palestinese (aprile).

L’amministrazione Bush pubblica la “Road Map” elaborata dal Quartetto (Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite) (aprile), approvata dai Palestinesi e, con riserve, dal governo israeliano (maggio).

2004 Continuano gli attentati suicida palestinesi e le incursioni israeliane.

Il leader di Hamas, Sheikh Ahmed Yassin, viene ucciso in un attacco israeliano (marzo). Il suo successore, Abdel Aziz ai-Rantissi viene ucciso un mese dopo.

Continua la costruzione del muro in Cisgiordania, nonostante la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia l’abbia dichiarata illegale (luglio).

Israele lancia un’incursione nel nord di Gaza.

Muore Arafat (11 novembre).

 

2005 Elezioni presidenziali (9 gennaio): Mahmud Abbas nuovo presidente, con il 62% dei voti; elezioni municipali (maggio): Hamas ottiene 77 seggi su 118 in 10 distretti contro i soli 26 seggi ottenuti da Fatah.

Israele ritira circa 9,000 coloni da 21 insediamenti a Gaza (agosto e settembre); l’Anp riprende il controllo su tutta la Striscia di Gaza, i cui accessi restano controllati da Israele. Scontri tra membri di Fatah e Hamas.

 

2006 Elezioni del Consiglio Legislativo Palestinese (9 gennaio): vittoria del partito islamico Hamas che si aggiudica 74 seggi su 132 contro i 45 ottenuti da Fatah; formazione di un governo senza il supporto di Fatah e guidato dal primo ministro Ismail Haniyeh (marzo). Israele si dichiarata contrario a negoziare con un governo costituito da membri di Hamas, mentre l’Unione Europea blocca gli aiuti che vanno all’Autorità Palestinese.

Scontri e violenze tra Fatah e Hamas nella Striscia di Gaza continuano.

Militanti di Hamas lanciano un raid sull’esercito israeliano nel deserto del Negev (giugno).

Le forze israeliane rientrano a Gaza per l’ operazione “Pioggia estiva”(luglio); le incursioni israeliane mirate a colpire presunti terroristi della Jihad islamica e delle Brigarle dei Martiri di al-Aqsa si intensificano in ottobre e novembre, specie a Gaza.

 

2007 In febbraio, Hamas e Fatah si accordano per un governo di unità nazionale, ma a giugno, Hamas prende il controllo esclusivo della Striscia di Gaza; il presidente Abbas scioglie il governo guidato dal primo ministro Ismail Haniyeh e nomina un candidato indipendente (Salam Fayyad) a capo di un governo di emergenza (giugno).

2008 27 dicembre. Inizia l’operazione “Piombo fuso”. Offensiva aerea e poi invasione di terra da parte dell’esercito israeliano a Gaza. 1455 morti, 5.500 feriti fra i palestinesi

2009 17 gennaio. Israele dichiara unilateralmente il cessate il fuoco, dopo 22 giorni di offensiva.

Elezioni in Israele: vittoria della coalizione guidata dalla destra di Benjamin Netanyahu.

Incontro trilaterale tra Barak Obama, Mahmud Abbas e Benjamin Netanyahu che si conclude con un nulla di fatto.

15 settembre. Missione ONU sul conflitto di Gaza guidata dal giudice Richard Goldston e, che redige la sua relazione sui crimini di guerra.  L’ONU la approva. Israele ne  rigetta le conclusioni. Goldston e, sottoposto a insistenti pressioni internazionali, ritira il suo rapporto.

2010 Maggio: Grave raid aereo e navale è  portato dall’IDF (forze armate israeliane) in acque  internazionali, verso un convoglio di sei navi turche (Freedom Flottiglia) con a bordo pacifisti che tentavano di forzare il Blocco della Striscia di Gaza portando aiuti  umanitari ed altri materiali a Gaza. Nove morti fra i pacifisti.

Settembre: Tentativo di negoziati diretti tra Israeliani e palestinesi, che si concludono con un nulla di fatto

Dicembre. Iniziano in Tunisia le sommosse definite come Primavere arabe.

2011 25 gennaio. Il movimento delle Primavere arabe si estende all’Egitto

16 febbraio. La rivolta investe la Libia

Febbraio. Coinvolta nelle proteste anche la Siria

23 settembre. Mahamud Abbas presenta alla sessantaseiesima Assemblea generale delle  Nazioni Unite una domanda di ammissione della Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, sulla base dei confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme come capitale

31 ottobre. Parigi. La Palestina viene ammessa all’UNESCO, con 107 voti favorevoli, 52 astenuti, 14 contrari

2012 7 maggio. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu e Kadima, il partito centrista di opposizione, formano a sorpresa un governo unitario, cementando la  posizione di Netanyahu

28 agosto. La procura di Nanterre (a ovest di Parigi) ha aperto un’inchiesta giudiziaria  sulla morte del leader palestinese Yasser Arafat, avvenuta nel 2004: si sospetta che sia stato ucciso col polonio.

20 ottobre. Elezioni in Cisgiordania. Scarsa partecipazione; Hamas non partecipa; ANP perde consensi.

8 novembre. Operazione “Pilastro di difesa”. Israele attacca la Striscia di Gaza.

21 novembre. Cessate il fuoco, siglato al Cairo.

150 palestinesi e 6 israeliani uccisi.

29 novembre. Palestina ammessa come Stato osservatore alle Nazioni Unite con 138 voti a favore, 9 contrari e 41 astenuti.

Israele annuncia la costruzione di 3.000 case nella zona E1, a est di Gerusalemme.

2013 Arriva a 700.000 il n. dei rifugiati siriani in Medio Oriente

2 gennaio. Rapporto del Consiglio dei diritti umani all’ONU.

22 gennaio. Elezioni in Israele. La coalizione conservatrice non ottiene la maggioranza e si ferma a 60 seggi su 120 alla Knesset. Grande successo del Partito centrista Yesh Atid guidato da Yair Lapid.

2 marzo. Israele scongela le tasse palestinesi.

16 marzo. Formato il nuovo governo israeliano.

22 marzo. Obama in Israele, al Convention Center di Gerusalemme.

Peggiora la situazione in Siria e aumenta il numero dei rifugiati palestinesi, molti rifugiati per la terza volta.

Aumentano le colonie.

 

2014 2 giugno. Si forma un governo unitario palestinese (il 23 aprile Fatah e Hamas avevano  firmato un accordo con cui si impegnavano ad indire presto le elezioni).

12 giugno. Tre giovani israeliani (Gilad Shaer, Naftali Frankel e Eyal Yifrah) vengono rapiti. I loro corpi saranno ritrovati il 30 giugno. La responsabilità è attribuita ad Hamas.

2 luglio. Viene accusato e ucciso il palestineseMohammed Abu Khdeir

8 luglio – 26 agosto.  Guerra di Israele contro Gaza, chiamata Operation Protective Edge, Operazione Margine di Protezione.  2168 sono le vittime palestinesi (di cui la  maggior parte civili, e più di 500 bambini), 11.000 i feriti e 100 mila sfollati. Fra gli  israeliani i soldati uccisi sono 66, 5 i civili (tra cui un bambino) e un cittadino tailandese.

18 novembre. Due palestinesi uccidono 4 rabbini e un poliziotto alla sinagoga di Kehilat Yaakov, aGerusalemme Est.

14 ottobre – 28 novembre. Alcuni stati europei riconoscono lo Stato di Palestina (Spagna, Svezia, Francia).

18 dicembre. Data cui è stata rinviata la votazione presso l’UE per il riconoscimento dello Stato di Palestina

 

 

Fonti:

Laura Guazzone, Introduzione al mondo arabo contemporaneo, Roma, ed. Nuova Cultura La Sapienza Orientale, 2007.

Altra cronologia:

http://www.archivio-dipartimentolingue.unito.it/lonni/documents/oss-materiali-triennale/00.%20Cronologia%20Palestina%201799-2014.pdf