1939-1947 Il conflitto arabo israeliano palestinese

Con lo scoppio della nuova guerra mondiale nel 1939  cambia il quadro politico: i Britannici aprono alle rivendicazioni arabe e nel Libro Bianco del 1939 adottano un programma decennale che prevede: uno stato unitario binazionale indipendente in Palestina entro il 1949 e il blocca dell’immigrazione ebraica, anche per rinsaldare il controllo delle colonie ed impedire il sostegno arabo all’Asse italo-tedesco.

I sionisti, la cui ala revisionista (Jabotinski) aveva adottato dal 1936 il terrorismo anti-britannico e anti-palestinese, combattono per i Britannici contro i Tedeschi. Una parte degli Arabi, tra cui l’ex mufti di Gerusalemme Hajj Husseini, sostengono i nazifascisti in funzione anti-inglese. In Palestina gli scontri cessano nel ’39 ma nel  1943 gli estremisti sionisti dell’Irgun e Stern riprendono la campagna di attacchi contro i Britannici in Palestina.

Intanto le organizzazioni sioniste americane si mobilitano per uno stato ebraico su tutta la Palestina e la ripresa illimitata dell’immigrazione.  Gli Stati Uniti iniziano a fare pressione sulla Gran Bretagna, attraverso commissioni congiunte d’inchiesta, per una revisione del Libro Bianco del ’39. Nel 1946 nel Programma di Biltimore i sionisti Usa chiedono l’impegno del governo pro-spartizione, ad ottobre il  presidente Usa Truman si dichiara a favore della spartizione della Palestina.

Il Piano di spartizione Onu (risoluzione 181)

 1947: Ad aprile Londra rimette la questione della Palestina alle Nazioni Unite. A maggio l’Onu crea un Comitato speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina UNSCOP che adotta un rapporto favorevole alla spartizione grazie al voto dell’ Unione Sovietica e alle pressioni Usa.

Il 29 novembre 1947 l’Onu approva la risoluzione n.181 che prende che la Gran Bretagna rimetterà il proprio mandato il 1 agosto 1948 e approva una divisione della Palestina in due stati -uno arabo e uno ebraico– basata sul rapporto UNSCOP. La risoluzione passa con 33 voti a favore, 13 contrari e 10 astenuti.

Il piano Onu assegna: allo Stato ebraico 56,47% del territorio (pop. 497.000 Ebrei, 498.000 Palestinesi); allo Stato arabo-palestinese 42,88% del territorio allo stato arabo (pop. 725.000 Palestinesi, 10.000 Ebrei); alla zona internazionale di Gerusalemme 0,65% del territorio (pop. 105.000 Palestinesi e 100.000 Ebrei).