11/1947 – 05/1948 guerra civile israelo-palestinese

Novembre 1947: L’Alto comitato arabo proclama 3 giorni di sciopero contro il piano di spartizione Onu. Numerosi episodi di violenza, non efficacemente sedati dai Britannici, si trasformarono in guerra civile tra i Palestinesi, divisi in gruppi eterogenei, e gli Ebrei, inquadrati nell’Haganà, vero e proprio esercito dell’Agenzia ebraica. Di fronte alla guerra civile la Gran Bretagna annuncia (1 genn. 1948) l’evacuazione anticipata al 15 maggio 1948 e si rifiuta di facilitare la spartizione. Gli Stati Uniti chiedono (marzo 1948) la sospensione del piano di spartizione e l’istituzione di un’amministrazione fiduciaria Onu.

Marzo 1948: L’Haganà esegue le operazioni militari programmate (Piano Dalet). per difendere il territorio assegnato allo stato ebraico e conquistare le aree a maggioranza ebraica dello stato arabo. La guerra civile è piena di atrocità su entrambi i fronti e da parte israeliana è applicata una strategia di pulizia etnica per provocare l’esodo dei Palestinesi dai territori sotto controllo ebraico, come il massacro del villaggio arabo di Deir Yassin (9 aprile ’48), dove i due gruppi ebraici estremisti (Stern e Irgun), sostenuti dall’Hagana’, uccisero a sangue freddo  250 Palestinesi. Dal gennaio 1948: gruppi di volontari arabi armati (circa 3000, sostenuti dalla Lega araba) entrano in Palestina dai paesi arabi confinanti per sostenere i palestinesi.